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Il nuovo Statuto dell'Unione dei Comuni della Valdichiana

Un’Unione dei Comuni completamente inedita, basata non solo su un nuovo Statuto – al passo con le normative statali e regionali – ma soprattutto su un progetto politico ampiamente condiviso che intende far recitare all’intera area della Val di Chiana senese un ruolo da protagonista e che potrebbe, in futuro, portarla a ”saldarsi” con altri territori confinanti.

E all’interno dell’organismo sovracomunale, servizi gestiti in forma associata dai Comuni per offrire maggiore efficienza ai cittadini e per realizzare economie senza rinunciare né alla qualità né alla quantità degli stessi.

E’ stata quasi una marcia trionfale il passaggio del nuovo Statuto attraverso i nove Consigli degli enti che fanno parte dell’Unione dei Comuni della Valdichiana.

Anzitutto è stata rispettata la scadenza che i Sindaci avevano prefissato nel 30 settembre; poi il documento è passato all’unanimità a Chiusi, Montepulciano, Sarteano e Torrita di Siena mentre a Cetona, Chianciano Terme, San Casciano dei Bagni, Sinalunga e Trequanda è stato approvato a maggioranza qualificata.

“Il nuovo statuto della Valdichiana – afferma soddisfatto Andrea Rossi , Sindaco di Montepulciano e Presidente che ha traghettato l’Unione verso la carta fondamentale – non si limita a recepire gli obblighi derivanti dalle nuove leggi ma rilancia la forma associata dei servizi come modello di efficienza, come opportunità per mantenerne la quantità e la qualità”.

La nuova carta fondamentale nasce dalla necessità di adeguamento alle normative dettate dalla Regione Toscana e dal decreto ministeriale dello scorso luglio sulla spending review; ma è il frutto di un intenso dibattito a livello politico e istituzionale che ha prodotto un documento anzitutto condiviso dai Sindaci e poi capace di interpretare le esigenze di un’intera area.

“Un percorso estremamente partecipato da tutte forze politiche e da amministratori di maggioranza e opposizione – sottolinea Rossi – poiché la scrittura delle regole non ha appartenenza politica ma è fondamento per l'attività politica tutta”.

La tematica di fondo è la gestione in forma associata dei servizi comunali che da opzione è diventata obbligo, in particolare per i Comuni montani al di sotto dei 3.000 abitanti. La Val di Chiana ha deciso di investire sui servizi associati in materia di catasto, pari opportunità, protezione civile, sociale e pianificazione urbanistica (per quanto riguarda la zonizzazione acustica e il catasto delle zone percorse dal fuoco). La vecchia Unione gestiva 17 servizi in forma associata, sono stati individuati quelli più utili al territorio.

“Ma l’Unione – puntualizza con passione il Presidente - è luogo di confronto di idee, non solo di piccola operatività. E in quel luogo si possono fare programmi di area, discutere strategie, dettare linee di sviluppo e aumentare l’efficienza degli enti locali a tutto vantaggio della collettività”.

“Alla base del nuovo Statuto – precisa Rossi – c’è un progetto politico condiviso per far recitare a quest’area un suo ruolo anche di fronte alle incertezze che derivano dalla spending review. Sotto i nostri occhi c’è una situazione che cambierà gli assetti istituzionali, si va verso un preoccupante accentramento di funzioni statali e regionali, alle nuove unioni dei comuni potrebbero essere assegnate importanti competenze per far tornare i servizi il più possibile vicino ai cittadini”.

“Di fronte al destino incerto delle Province ed alle spinte centralistiche i Comuni appartenenti ad aree storicamente, geograficamente e socialmente omogenee hanno una solo opportunità, fare massa critica nelle Unioni dei Comuni, vedere in questi organismo un contenitore di riferimento per diventare nuovi e validi referenti istituzionali e dove in futuro magari condividere queste scelte con un’area ancora più ampia come l’Amiata e la Val d’Orcia”.

Tornando ai contenuti dello Statuto, la novità forse più rappresentativa è costituita dalla presenza nel nuovo documento del servizio CED associato, la cosiddetta “elaborazione dati” che diventa informatizzazione e poi automazione delle procedure.

“Una scelta autonoma – sottolinea Rossi – che rafforza l’unità di intenti tra i Comuni ed è simbolo della volontà di lavorare insieme, sia a livello di infrastrutture che di gestione. Sarà fondamentale usare tutti lo stesso “linguaggio” per garantire servizi uniformi all’intera area. In questa partita c’è anche il SUAP, lo sportello per le attività produttive che, dalla fine di ottobre, darà la possibilità di inserire telematicamente le pratiche e di seguirne online l’iter, fino al rilascio dell’autorizzazione finale”.

Da sottolineare poi l’espressa previsione dei servizi cosiddetti “di prossimità” (con risorse della Regione Toscana) ovvero quelle attività che, specie nei piccoli centri, possono supplire alla mancanza di servizi gestiti da grandi organizzazioni, esempio per tutti le Poste.

“Crediamo in maniera forte nell’Unione come braccio operativo dei singoli Comuni, ma anche come contenitore dove sviluppare le scelte strategiche per la Val di Chiana rappresentando una popolazione che oggi ammonta ad oltre 60.000 abitanti. Rimarranno come punti di riferimento la sede amministrativa di Sarteano, dove continueremo a svolgere anche i servizi delegati dalla regione in materia di forestazione e di politiche della montagna oltre alla bonifica; la sede istituzionale di Montepulciano, su cui potremmo valutare anche la riallocazione di deleghe che potrebbero tornare al territorio dopo la riorganizzazione istituzionale; e la sede operativa di Torrita di Siena, presso il Centro Servizi alle imprese che, tra l’altro, entro la fine dell’anno ospiterà il Catasto gestito dai Comuni”.

Rossi accenna infine agli organi della nuova Unione: “La Giunta sarà composta da tutti e nove i Sindaci perché la macchina, per poter funzionare, dovrà essere guidata dalla politica, mentre il Consiglio sarà eletto, in 2° grado, dai Consigli Comunali”.

“Questo Statuto – conclude il Presidente – da risposte ad un’area e pone la Val di Chiana in una posizione di evidenza in provincia di Siena”.

Documenti

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