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La Val di Chiana si oppone all'ipotesi del "taglio" del punto nascite di Nottola

La stampa preannuncia un taglio drastico dei “punti nascita” in Toscana. Il piano dell’Assessore alla Sanità Marroni prevedrebbe la chiusura praticamente immediata di tutti quelli che non raggiungono i 500 parti all’anno e, dal 2014, di quelli al di sotto dei 1.000.

Dunque sotto la scure della riorganizzazione potrebbe cadere anche il punto nascite dell'Ospedale della Valdichiana e la notizia provoca disorientamento tra gli addetti ai lavori.

"Dalla stampa sembra che l'unico parametro considerato sia quello del numero dei parti. Nessun correttivo è previsto in base all’ampiezza del territorio e alle sue caratteristiche geografiche: se confermato sarebbe un errore di valutazione gravissimo" afferma il Dr. Marino Artusa, della Segreteria aziendale asl 7 dell'Anaao, il principale sindacato dei medici ospedalieri.

“L'Ospedale di Nottola – spiega Artusa - serve sia la Zona Valdichiana che quella dell'Amiata con una popolazione residente che sfiora i 90.000 abitanti e comprende un territorio montano con una viabilità particolarmente precaria. La qualità del sevizio offerto è confermata dall'attrazione di
partorienti che giungono dalle zone limitrofe dell'Umbria e dell'alto Lazio”.

“Come è possibile applicare all’area Valdichiana/Amiata-Orcia le stesse regole previste, ad esempio, per la provincia di Prato? La prima ha un territorio 4 volte più esteso con un terzo della
popolazione: si va da una densità di 90 abitanti per kmq ad una di 700!”.

“Spesso poi – prosegue Artusa – i neonati, dopo la nascita, devono eseguire una serie di controlli programmati (ecografici e clinici) in ospedale. Come si può pensare di mettere le famiglie e bambini con pochi giorni di vita ogni giorno sulla strada?”.

“E' evidente – osserva il rappresentante sindacale – che i flussi informativi che dai territori giungono alla Regione sono carenti; rinnoviamo la nostra proposta di costituire un’unità di crisi che, a livello istituzionale, sostenga le ragioni di un territorio che, in campo sanitario, ha raggiunto livelli di efficienza e qualità che devono essere difesi e modificati all'interno di una progettualità ben più dettagliata”.

“Mantenere servizi d'eccellenza adeguati alle caratteristiche della popolazione e del territorio non è bassa politica di campanile ma corretta programmazione sanitaria. Negli anni – conclude Artusa – la struttura territoriale del punto nascita è stata fortemente penalizzata con una progressiva riduzione della presenza territoriale degli specialisti ostetrici nel territorio. Nonostante questo dato, il numero dei nati si è mantenuto vicino ai 700/anno, livello tale da garantire qualità e piena sicurezza”.

Al rappresentante dei medici ospedalieri fa eco Andrea Rossi, Presidente della Società della Salute che esprime la preoccupazione dei Sindaci della Valdichiana: “Proprio negli ultimi anni l’intensa attività territoriale dei consultori ha conosciuto un progressivo rallentamento a causa della mancanza di personale, non sostituito dopo i pensionamenti. L’attività dei consultori è stata purtroppo considerata secondaria rispetto a quella di reparto; ma – osserva Rossi –, come in una buona abitazione le fondamenta garantiscono la stabilità dell’intero edificio, così i consultori devono rappresentare la base per mantenere altro il numero dei parti nei punti nascite. Solo svolgendo un’attività capillare sui territori circostanti, mettendo a disposizione della popolazione le eccellenze di Nottola, riusciamo a canalizzare verso l’ospedale della Valdichiana tutti i casi. Se, al contrario, dovesse ulteriormente venire meno la presenza sui territori, non a breve ma nel medio periodo vedremo diminuire gli utenti; la struttura rischierà così di andare in crisi indirizzandosi verso una morte naturale. E’ un’eventualità che intendiamo scongiurare; chiediamo pertanto con forza all’azienda USL 7 non di ridimensionare i punti nascita ma, su un territorio di frontiera come questo, di investire sul personale destinandolo oltre che ai reparti anche ai consultori affinché si possa garantire nel medio periodo il raggiungimento dei 1.000 parti. Un obiettivo – conclude il Sindaco di Montepulciano – che è ampiamente alla portata di questo ospedale sia per la sua localizzazione, a cavallo di 4 province e di 3 regioni, sia per la qualità che ha sempre espresso, testimoniata anche dalla certificazione rilasciata dall’UNICEF. Il complesso ostetricia – ginecologia – pediatria è un’eccellenza della sanità in Valdichiana, non si riesce a comprendere come non si possa investire su un servizio così qualificato e strategico”.

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