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Percorso: Home / Strutture comunali / Museo Civico

Museo Civico

Le collezioni raccolte nel Museo Civico di Montepulciano occupano quella che è ormai la sede "storica" dell'istituzione, il bel Palazzo Neri-Orselli in Via Ricci, dove il loro nucleo vi era stato trasferito già nel 1954.
Il Palazzo, uno dei rarissimi esempi a Montepulciano che conservi memoria dell'architettura civile del Trecento senese, è in realtà il risultato di secoli di profonde modifiche e adattamenti di vari edifici fusi insieme: attualmente presenta una facciata in laterizio su via Ricci a tre piani, un bel cortile con loggetta e pozzo, e si articola al suo interno su quattro piani di cui uno sotterraneo, riadattati per l'uso espositivo, con interventi moderni immediatamente riconoscibili: questo consente la lettura della struttura come ci era pervenuta fino ad oggi.

Vista esterna del Museo Civico

Le collezioni

Attualmente le collezioni principali sono quattro:

  • Sezione poliziana (Materiali lapidei, ceramiche e metalli)
  • Sezione archeologica
  • Pinacoteca
  • Terrecotte robbiane

Sezione poliziana (sale 1 e 4)

Questa sezione, ospitata nel suggestivo piano sotterraneo a volte in laterizio, comprende alcuni reperti lapidei di varia provenienza (iscrizioni, stemmi etc.) già ospitati nel cortile del Palazzo.
Tra essi spiccano l'imponente stemma della nobile famiglia poliziana Cocconi (secolo XVII) in travertino, il bel Marzocco (il Leone simbolo di Firenze), sempre in travertino, già eretto nel 1511 nell'attuale piazza Savonarola in memoria del definitivo passaggio di Montepulciano a Firenze, e là rimasto fino al 1856 quando fu sostituito da una copia, opera dello scultore senese Tito Sarrocchi, e l'interessante Busto di Marcello II, della nobile famiglia Cervini di Montepulciano, Papa per sole tre settimane nel 1555.
Altra parte interessante di questa sezione è la piccola raccolta di materiali ceramici recuperati in un pozzo di butto (visibile all'interno del sotterraneo stesso) che documenta la produzione e l'uso di oggetti da cucina e da tavola a Montepulciano dal secolo XIII al XIX.
Nella sala 4 si possono ammirare alcuni oggetti in argento (tra cui la Maschera funebre della Santa poliziana Agnese Segni, morta nel 1317).

Sezione archeologica (piano terreno)

Questa parte, la prima incontrata dal visitatore, accoglie alcuni corredi tombali etruschi (VI-IV secolo a.C.) e reperti edilizi romani, trovati nelle prossimità di Acquaviva di Montepulciano nel corso dell'ultimo secolo e concessi in deposito dallo Stato, nonchè alcune urne cinerarie etrusche provenienti dalla collezione del nobile poliziano Pietro Bucelli (secoli XVII- XVIII).
I ritrovamenti, di notevole valore estetico, oltre a testimoniare l'importanza viaria della Valdichiana fin dall'antichità, provano anche il benessere diffuso del territorio. Gli oggetti di maggior prestigio sono senz'altro quelli bronzei, tra cui si notino il prezioso foculo e il candelabro, nel corredo della tomba omonima. Il cortile di Palazzo Neri-Orselli, sede del museo Un particolare della scala interna del museo Museo Civico "Madonna col bambino", Sodoma.

Scale del Museo Civico  Quadri all'interno del Museo Civico

Pinacoteca

Questo è il nucleo più importante e significativo del Museo.
La collezione ha origine nel lascito del Primicerio Francesco Crociani, che nel 1859 decise di far ereditare alla comunità poliziana la sua pregevole quadreria, comprendente soprattutto opere del Seicento e del Settecento di ambiente fiorentino e bolognese, e opere di pittori dei Paesi Bassi che hanno soggiornato in Italia.
Ad essa si sono poi affiancate altre donazioni (Brucalassi) ed acquisizioni provenienti dal patrimonio ecclesiastico.
Una delle opere più celebrate del Museo è il San Francesco su tavola di Margaritone d'Arezzo, del secolo XIII, di sapore ancora fortemente arcaico: si segnala inoltre per l'antichità anche la tavola recante una Madonna col Bambino e due Angeli, recentemente attribuita al pittore senese duccesco detto "Maestro di Badia a Isola" (inizi secolo XIV).
Di grande effetto la grande tavola con l'Incoronazione della Vergine, ultimamente ricondotta al senese Jacopo di Mino del Pellicciaio di cui viene considerata il capolavoro (metà secolo XIV): si noti il delizioso "complessino" con gli angeli musicanti, alla base della composizione. Un angolo della Pinacoteca "San Francesco", Margaritone d'Arezzo Una preziosissima documentazione dell'arte trecentesca è ammirabile nei Corali miniati, produzione fiorentina della prima metà del secolo. Il secolo XV è documentato da poche ma interessanti opere: si notino soprattutto l'imponente natività su tavola ricondotta al pittore senese Benvenuto di Giovanni e la Crocifissione derivata da una pala di Filippino Lippi eseguita per la chiesa di San Procolo a Firenze. Ma è con il secolo XVI che le collezioni iniziano ad avere un profondo motivo d'interesse, a cominciare dalla grandiosa pala d'altare "Allegoria dell'Immacolata Concezione e Santi", forse il capolavoro del pittore aretino Giovanni Antonio Lappoli amico del Vasari, per arrivare alla stupenda "Sacra famiglia con San Giovannino", opera certa di Antonio Bazzi detto il Sodoma, rubata nel 1970 e recuperata nel 1992.
La parte più importante della raccolta di quadri è senza dubbio la serie delle opere sei-settecentesche: sono state riorganizzate per genere (sala 7: Pittura di storia e di figura-tra sacro e profano, e Galleria dei Ritratti; sala 8: Il Paesaggio; sala 9: Scene di genere, e nature morte ) e forniscono una panoramica veramente ampia e di qualità dell'evoluzione pittorica dell'epoca. La grande quantità di opere esposte non consente una sufficiente esemplificazione: si citeranno per tutti nella sezione Pittura di storia e di figura una "Sacra famiglia con San Giovannino" dell'importante pittore senese Rutilio Manetti (secolo XVII, prima metà) e la pala d'altare "Decollazione di San Giovanni Battista" attribuita al pittore poliziano seicentesco Bartolomeo Barbiani, allievo del manierista Pomarancio; nella notevole Galleria dei Ritratti, la Beata Caterina de' Ricci, notevole opera fiorentina del secondo Cinquecento attribuita a Giovan Battista Naldini e il Ritratto del nobile poliziano Francesco Carletti, diplomatico granducale della fine del Settecento, eseguito nel 1798 a Firenze da Francois Xavier Fabre; nei Paesaggi citiamo la coppia di Marine in tempesta, del secolo XVII, forse del pittore olandese Monsù Montagna attivo in Italia, e la Marina in temepesta con pescatori e il Paesaggio con due soldati, ricondotti al pittore veneziano Antonio Marini recentemente rivalutato; infine nelle Scene di genere la straordinaria tela "Giovani che giocano con il gatto", attribuita al pittore olandese Abraham Bloemaert (secolo XVII), e il famoso dipinto di Cristoforo Munari (secolo XVII) "Natura morta" esposto a Reggio Emilia (1999) in una mostra monografica a lui dedicata.

Terrecotte Robbiane

La collezione delle Robbiane è di rilevante importanza non solo per l'elevata qualità delle opere, ma anche per il loro stretto legame con la storia di Montepulciano: infatti si trovano qui le due pale d'altare "Dio Padre benedicente", già nel Palazzo Comunale (1903) e "Madonna con Bambino", già nel Palazzo del Capitano (1903), commissionate ad Andrea Della Robbia rispettivamente nel 1484 e intorno agli inizi del 500 la seconda. Altra opera notevole è il frammento di pala d'altare "San Giovanni Battista" proveniente probabilmente dal distrutto convento di Fontecastello.

Tavole

Lo Studiolo

Per ricreare appieno l'atmosfera "domestica" delle collezioni private del passato si è scelto di collocare i dipinti di piccole dimensioni (ma alcuni di eccezionale qualità, quasi miniaturistica) in una galleria di passaggio, appositamente ricostruita e chiamata non a caso lo Studiolo, dove sono esposti anche alcuni arredi del secolo XVI.

Opere in deposito da Enti non statali

Si conclude questa breve esposizione con la citazione delle opere concesse in deposito dalla Diocesi e dal Conservatorio di San Girolamo: si tratta della pregevole tavola "Madonna con bambino" attribuita a Sano di Pietro (secolo XIV-XV), detta "Madonna del Pilastro", della Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, e di un interessante cofanetto ligneo trecentesco in pastiglia argentata e dipinta, di un busto in terracotta del secolo XVI raffigurante il Redentore e un Bassorilievo con Salvatore in terracotta dipinta, opera fiorentina dello stesso secolo, tutti e tre in deposito dal Conservatorio di San Girolamo.

Orari di apertura:

dal 19 Dicembre 2009 al 6 GENNAIO 2010.
da MARTEDI' a DOMENICA 10.00/13.00 e 15.00/18.00
LUNEDI' CHIUSO
(25 DICEMBRE E 1 GENNAIO CHIUSO)

Dal 6 Gennaio al 20 Marzo 2010
aperto solo SABATO e DOMENICA dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00.
Durante la settimana aperto su prenotazione (per gruppi).

Dal 20 MARZO 2010 il Museo sarà aperto dal MARTEDI' alla DOMENICA
10.00/13.00 e 15.00/18.00.
LUNEDI' CHIUSO

 

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