Liberamente tratto dall'opera di Wolfgang Amadeus Mozart e Emanuel Schikaneder
Ideazione di Fabrizio Bartolucci e Sandro Fabiani
Con
Sandro Fabiani e Massimo Pagnoni
Progetto scenico, video e regia di Fabrizio Bartolucci
Tecnica di Luca Mugnai e Paolo Ojetti
Assistente ai costumi Elisa Calandra
Assistenza montaggio video Stefano Salinbeni
Coodinamento compagnia Marina Bragadin
Promozione Maria Clelia Rossini
Organizzazione tournée Elisabetta Marsigli
Un racconto teatrale condotto da un divertente Papageno, sotto lo sguardo di un bambino, interpretato da un giovane spettatore scelto tra il pubblico, che accompagnerà il protagonista. Un grande quadro bianco fa da sfondo al racconto, si riempie di immagini e visioni, dentro le quali il nostro Papageno si tuffa rimanendoci sospeso. Un effetto magico e surreale che restituisce il carattere fantastico dell'opera. Pa...pa...pa... queste sillabe, che ricordano i richiami degli uccelli, danno inizio ad uno dei più noti duetti della storia della musica: l'incontro tra Papageno e Papagena coppia di uomini uccelli che ne Il flauto magico di Mozart celebrano così la loro gioia.
Papageno è buffo, eccentrico, sguaiato, irriverente, fanciullesco, dagli scherzi grossolani e dalle pose animalesche, proprio come viene
raccontato Mozart nella sua vita quotidiana. In un regno lontano c'è un re buono che, prima di morire, lascia tutto in eredità all'amata figlia Pamina. Una regina invidiosa cerca di uccidere la figlia. E poi tre Dame Velate e tre Spiritelli Fanciulli che aiutano il bel Principe Tamino a trovare la sua Pamina, l'Acchiappa- Uccellini Papageno, che cerca disperatamente la piumata e coloratissima Papagena, il Buon Sacerdote Sarastro che deve proteggere la Principessa. Riuscirà Tamino a conquistare Pamina? Con l'aiuto di un flauto magico tutto andrà a buon fine.